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Tre giorni sul Gacka
Un desiderato e tranquillo week-end di pesca sulle sacre sponde..
Cercare sempre una nuova "location" di pesca, è la parola d'ordine, la ricerca spasmodica di luoghi belli e poco frequentati, ricchi di pesce, cresce sempre più.E' il sogno di ogni flyfisherman, in tutto l'universo conosciuto e ovviamente, anche il nostro!A volte però, si torna volentieri in luoghi cosidetti sacri, perchè unici, perchè indimenticabili nella memoria di molti, se non di tutti.Crediamo che il Gacka sia uno di questi strani mitici luoghi, in cui si ritorna sempre, senza un vero apparente motivo. Sì, il fiume è magnifico, sì, i ricordi di grandi catture affiorano continuamente, passando per quel tratto che ti ha visto colpire "duro", quella volta là...E' un appuntamento con la storia, la tua storia e di tanti appassionati come te che l'hanno fatta, questa benedetta storia del Gacka, così ricca di aneddoti e di racconti verosimili e inverosimili, piena di gesta eroiche e di fallimenti totali, mai raccontati ad anima viva.Una cosa è certa comunque: mentre prepariamo la nostra borsa, le nostre canne e i mulinelli e saliamo in macchina e ci dirigiamo alla volta di> Otocac<in Croazia, il cuore batte molto, molto più forte del solito!
Fario del Gacka
Sei ore di viaggio sono molte, purtroppo il Fiume è là all'interno della Croazia, in una splendida vallata, dove scorre lenta, una delle risorgive più belle del mondo.Provare le mosche della collezione Gacka ancora una volta e la > 10'6 coda 4<, studiata appositamente per questo tipo di acque, era necessario e indispensabile.Io e Maurizio facciamo questo lavoro per passione e quindi uniamo l'utile al dilettevole, nel senso che nessuno ci ha puntato una pistola alla tempia o costretto a questo viaggio, anzi guai a non farlo!Il primo giorno studiamo il posto e la situazione dell'acqua e cerchiamo di capire cosa fare.E' sempre buona regola non essere compulsivi e ragionare con calma per capire come si sta comportando il pesce, visto che ad ogni stagione e/o cambiamento di livello possono presentarsi situazioni diverse, più o meno complicate.Abbiamo capito quasi subito che la presenza di iridee era molto scarsa e che le bollate erano per lo più di Fario, non troppo grosse,30-32 cm al massimo.I pesci rifiutavano spesso imitazioni di effimere che fossero molto galleggianti, preferendo attaccare quelle più "bagnate".
Il vecchio albergo...
Il nuovo ....
La zona No-Kill
In alcune zone, anche per tutto il giorno, parecchie bollate e una discreta attività, nonostante il livello del fiume fosse di almeno 25cm più basso del solito in questo periodo dell'anno.Le Trote mangiavano le ninfette che salivano dal fondo e dagli erbai, prima che schiudessero, e questo modo di cibarsi, tipico soprattutto nelle risorgive, lascia interdetti molti pescatori, perchè le bollate sembrano sulle effimere e/o sugli spinner, ma non è così in realtà!E' il caso di usare delle piccole> wet fly <oppure delle > Moose tail< con il corpo anellato da un leggero filo di rame e il torace in dubbing C.d.c. con sacca alare di alce, comunque sempre a risalire, con invito finale veloce per l'abboccata.Eccellenti anche le> Gliding caddis< quando sono uscite le Sedge a sera.Le Ninfe giuste sono quelle tipiche del Gacka, grossi trico e> gamberetti<.
Fregata da una Moose tail
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